giovedì, 08 maggio 2008 alle 19:33



 
close your eyes, close your eyes

breathe the air, out there

we are free, we can be wide open
[analyse : the cranberries]
 
Ho ripescato da un cesta di ricordi ancora da stendere quella sera in cui faceva freddo e abbiamo camminato tanto. Il vento ci tagliava la faccia nascosta dietro sciarpe spesse che ovattavano le parole. E il respiro diventava affannoso. Perché l’aria pungeva e la voglia di raccontarsi faceva accavallare le cose da dire.
Notting Hill alle tre del mattino aveva un’aria surreale. Era tutta per noi. Ed io mi sentivo come la superstite in un film di ambientazione post-apocalittica. Forse era proprio così. Avevo trovato il modo di sopravvivere a me stessa, lasciandomi guidare dall’istinto come non facevo più da tempo.
Un’insolita leggerezza mi sfiorava l’anima. Come lo zefiro che sospende il tempo quando ti siedi in riva al mare e ti lasci stordire.
[Avevo trascorso gli ultimi mesi a tagliuzzarmi la pelle per dare senso ad un dolore che non potevo mostrare].
Avvolta nel mantello scuro di quella notte benevola mi sentivo una ragazza coffee and cigarettes, con la borsetta stracolma di avventure da raccontare e di esperienze ancora da provare.
Non so perché ora la memoria mi riporta a quel dicembre gelido.
Forse perché penso agli incontri.
[E sono affamata di umanità].
O forse perché rimugino su questo inverno tormentato che mi porto dietro. Sui pochi momenti in cui ci sono stata. Per me.  Lucida.
Forse perché  quella notte londinese l’ho sentita mia. Io c’ero. Viva. Dopo tanto tempo.
Avevo vissuto di proiezioni mentali per troppi mesi. Ed ero diventata solo una sagoma poco definita che faticava a stare in piedi.
Like a shadow.  
E adesso che la primavera si insinua nella testa e sotto la pelle, penso a quell’italian boy che di giorno mi offriva muffin&cappuccino e di notte medicava le mie ferite con cotone imbevuto di filosofia e di strampalati pensieri da esploratore dell’anima.
E ripenso a quell’enorme punto interrogativo che campeggiava sulle nostre teste mentre paragonavi la vita ad una partita a carte.
Adesso che mi sento pronta per ricominciare il giro mi ritorni in mente.
Dove sei? Che cosa fai?
E penso ai destini che si incrociano, alle persone che nella vita ti sfiorano appena ma ti lasciano ricordi così preziosi da custodire gelosamente. E riapro quello scrigno solo ora per ricordare a me stessa che la vita è là fuori.
Perché forse è arrivato il momento di mischiare le carte e cominciare una nuova partita.
Grazie M. per quella serata indimenticabile.
Good luck.


 

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domenica, 04 maggio 2008 alle 17:18



 
when the day is long and the night

the night is yours alone

when you're sure you've had enough of this life
 
well hang on

don't let yourself go
[everybody hurts : rem]
 
Certe volte la notte non finisce. Rimane lì, ancorata al giorno che se la trascina come catene ai piedi di un carcerato.
E tutto riprende forma. Pensieri scoloriti da un sole troppo pallido tornano a brillare.
[sono accecata/non riesco più a vedere/brancolo].
Sensazioni dalle quali ti eri liberata dopo tanta fatica riaffiorano. E sono vive. Ancora. Le ferite ricominciano a sanguinare. Perché forse non hanno mai smesso. Bruciano. S’infiammano. Ti destabilizzano.
Crisi.
Tutto è ancora lì. Profondo. Stretto. Aggrappato.
Tanta fatica sprecata per provare a perdere lungo strada i ricordi. Le parole vomitate. Le urla. Le lacrime che pensavi fossero finite [non sono mai abbastanza].
E certi sogni (fantasmi che ti stanno col fiato sul collo) picchiano più forte di un pugno dato in piena faccia. Ti scaraventano addosso ad un muro che ti raschia la schiena. Ti raschia fin sotto la pelle.
[La corazza che ti eri costruita era fatta di carta velina].
Così le tue ossa si frantumano. E tu vorresti tirarle una ad una contro chi ti ha scavato dentro portandosi via tutto. Vorresti seppellirlo sotto quel mucchietto sgretolato di dolore.
E provi ad odiare.
Odio. Odio. Odio.
Ma l’odio non ti guarisce.
 
Please forget your troubles for a while.
Ho bisogno di liberarmi.


 

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+this version

“Volevo dire questa frase con un’idea precisa e non sapevo quale fosse la maniera migliore di esprimere quest’idea. O meglio, lo sapevo ma adesso non lo so più, mentre, appunto, dovrei saperlo.” Nanà

my past

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aprile 2008

how many?

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I love

in ordine sparso: guardare fuori dal finestrino quando sono in treno, le persone ironiche, i temporali estivi, le sorprese, correre ascoltando la musica, le mie galoches comprate al mercato di Camden, camminare in città che non conosco, scivolare nelle poltrone di velluto del cinema e perdermi nello schermo, la genuinità, le parole ma soprattutto i pensieri, il coraggio, l’arte in tutte le sue forme, i baci appassionati, l’intelligenza, il colore viola, l’inverno, passare ore in libreria a leggere le prime pagine dei romanzi, Londra, i viaggiatori, le persone creative, a volte il silenzio, le anime inquiete, gridare ai concerti, le pareti colorate, le persone sensibili, chi combatte per un ideale, la sincerità, gli abbracci, le dediche sui libri e tante altre cose ma forse ancora non lo so…

I hate

in ordine sparso: l’arroganza, le persone ordinarie, i perbenisti e i moralisti, i vigliacchi, il sapore dell’anice, troppo spesso me stessa, chi punta il dito, quelli che mangiano al cinema ma ancora di più quelli che bisbigliano, gli egoisti, i presuntuosi, le bugie, chi non accetta il mio lato più fragile, la mediocrità, chi ostenta la ricchezza perché non ha altro da dire, l’umidità, l’ignoranza, gli opportunisti e gli ipocriti, i compromessi, le feste comandate, i prepotenti, i luoghi comuni, i furbetti, quelli che dicono “ti capisco” e poi non ti stanno vicino, i conformisti, la falsità, le attese, chi vuol far credere di non cadere mai, eccetera eccetera…

Ink

“Ad eccezione di alcune lunghe lettere, è molto tempo che non scrivo qualcosa di esclusivamente mio, perciò non ho affatto la sicurezza di riuscire ad arrivare fino in fondo. Anche se, a pensarci bene, dubito di avere mai avuto questa sicurezza in vita mia. Ho sempre scritto solo perché dovevo farlo.
Perché è così imperativo per me scrivere? La ragione è semplice. Perché per pensare a qualunque cosa ho bisogno di metterla prima di tutto per iscritto.”
THANKS TO Murakami Haruki – La ragazza dello Sputnik

Sounds

Electro/Funk - Pop, Indie Rock, Classical and Neoclassical, Rock

pellicole

alcuni dei film che ho amato: “Ladri di biciclette” di De Sica, “Fino al’ultimo respiro” di Godard e naturalmente “Vivre sa vie”, “Thelma e Louise” di Scott, “Quarto Potere” di Welles, tutto Lynch, “Reservoir Dogs” di Tarantino, “Babel” e “Amores Perros” di Inarritu, “The others” di Amenabar, “Una giornata particolare” e “C’eravamo tanto amati” di Scola, “Into the Wild” di Penn, “Magnolia” e “Ubriaco d’amore” di Anderson, “C’era una volta in America” di Leone, tutti i film di Kim Ki Duk, “Dolls” di Kitano, i film di Antonioni, “Lola corre” di Tykwer, “8 e Mezzo” di Fellini, “Roma città aperta” di Rossellini, “Caro diario” e “Aprile” di Moretti, “Little Miss Sunshine” di Dayton e Faris , “Il favoloso mondo di Amelie” di Jeunet, “Lanterne rosse” di Yimou, “Una vita difficile” di Risi, “Hong Kong Express” di Wong Kar Wai, “I 400 colpi” di Truffaut, “Sweeney Todd” di Burton, “Nashville” e “America oggi” di Altman, “La ragazza sul ponte” di Leconte, “Le conseguenze dell’amore” di Sorrentino, “Pane e Tulipani” e “Brucio nel vento” di Soldini, “Un borghese piccolo piccolo” di Monicelli, i film di Kubrick, “Mio fratello è figlio unico” di Luchetti, “Prima della rivoluzione” di Bertolucci, “Seven” e “Fight Club” di Fincher, “Psyco” e “La finestra sul cortile” di Hitchcock, “Il silenzio degli innocenti” di Demme, “I cento passi” di Giordana, “Santa Maradona” di Ponti, “I soliti sospetti” di Singer, “Nosferatu” di Murnau, “Buongiorno, notte” di Bellocchio, “Mystic River” di Eastwood, “Accattone” di Pasolini, “Tutta la vita davanti” di Virzì, “Indagine di un cittadino al di sopra di ogni sospetto” di Petri, “Romanzo criminale” di Placido, “Decalogo” di Kieslowski, “Tutto su mia madre” di Almodovar, “Le vite degli altri” di Henckel von Donnersamark, e tantissimi altri che adesso non mi vengono in mente…

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